02/09/2004
Caso Ziliute, domani la resa dei conti a Vilnius

CORNUDA - L’esclusione della campionessa di ciclismo lituana Diana Ziliute, una trevigiana d’adozione, dalla prova su strada delle Olimpiadi dello scorso 15 agosto, è diventato un caso nazionale nel paese baltico.

Domani alla vicenda che ha già suscitato un grosso clamore, si aggiungerà un nuovo capitolo, destinato ad accendere uno scandalo senza precedenti nella storia dello sport lituano.

Alle 11 locali (le 10 italiane), al palazzo dei congressi Forum Palace di Vilnius, la capitale, di fronte ai media nazionali, ai massimi dirigenti del Comitato olimpico e Federciclo lituane ed al tecnico della nazionale femminile Valery Konovalovas, il responsabile della clamorosa epurazione, Diana Ziliute ed il suo team manager Maurizio Fabretto, direttore generale del club internazionale di Cornuda per il quale l’ex iridata gareggia dal 1996, terranno una conferenza stampa dai contorni esplosivi, per rendere pubblica la natura del ricatto subito e che di fatto ha negato le Olimpiadi alla Ziliute, una delle favorite.

“Si tratta di fatti avvenuti parecchio tempo fa – ci anticipa la campionessa che vive a Biadene di Montebelluna con il marito -. Per questi gravi episodi sono stata vittima del complotto ordito dalle gemelle Rasa e Jolanta Polikeviciute che hanno ricattato il ct della nostra nazionale affinché fossero entrambe presenti ad Atene ai miei danni”.

Per i tre posti da titolare disponibili, erano infatti quattro le atlete in lizza, e proprio Ziliute, alla vigilia della prova olimpica, è stata sacrificata.

“Tra l’altro senza una logica motivazione e con criteri affatto tecnici, ma rispondenti a fattori extrasportivi – spiega Diana –. Il ct Konovalovas, al quale devo molto ed a cui ero molto legata, tanto che lo chiamavo persino papà, la sera dell’antivigilia dell’Olimpiade ha ufficializzato la mia esclusione. Si è giustificato sostenendo che la mia condizione atletica non era idonea alla prova e che riteneva un fatto grave la mia assenza ad una riunione tecnica indetta dallo stesso ct durante una corsa a tappe in Germania, l’ultimo test effettuato a dieci giorni circa dall’appuntamento olimpico, dove eravamo tutte presenti. In quell’occasione “tagliò” subito dai Giochi Modesta Vzesniauskaite, il talento del ciclismo lituano, mia compagna di squadra, per cui Fabretto è poi andato in conflitto col citì”.

Cosa si aspetta da questa conferenza stampa?

“Solo giustizia. E che tutti sappiano che la sottoscritta era pronta e si era preparata seriamente per disputare una grande Olimpiade. Non stavo male come le gemelle Polikeviciute andavano dichiarando anche alla stampa nazionale lituana”.

Domani, sul sito ufficiale della Safi-Pasta Zara-Manhattan, www.dream-t.com, verrà pubblicata la memoria che Fabretto leggerà in conferenza stampa.

La lituana Diana Ziliute